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03/05/2017
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03/05/2017

La gestione dei boschi

La proprietà forestale delle Regole di San Vito è costituita da un vasto complesso di fustaie di conifere, dominate dalla presenza di abete rosso, larice, pino silvestre e abete bianco.
Il tipo di bosco di gran lunga più frequente nel territorio è la pecceta, ossia il bosco di abete rosso (Picea abies), frequentemente accompagnato dal larice (Larix decidua), in proporzione via via crescente con l’aumentare della quota.

I boschi regolieri e privati di Geralba alta.

(I boschi regolieri e privati di Geralba alta.)

Su quasi tutta la destra idrografica del Boite, da circa 1.200 fino a 1.550 m s.l.m., il faggio (Fagus silvatica) risulta sempre sottoposto alla copertura delle conifere, specialmente nella zona alta di Geralba, dove il bosco assume localmente i connotati del piceo-faggeto.

Bosco misto di abete rosso e faggio (piceo-faggeto)

Bosco misto di abete rosso e faggio (piceo-faggeto).

Il pino silvestre (Pinus sylvestris) è prevalentemente diffuso dalle pendici di Croda Marcora fino a quelle del Monte Ciastel, dove svolge funzione di specie colonizzatrice di ghiaie e detriti calcareo-dolomitici di recente formazione. L’aridità del suolo, che caratterizza i versanti della sinistra orografica del Boite, ostacola considerevolmente l’evoluzione della pineta verso la pecceta, successione che tuttavia procede inesorabile alle quote più basse.
La presenza dell’abete bianco (Abies alba) è limitata quasi esclusivamente alle particelle della destra del Boite, con addensamenti sugli scoscesi pendii della zona Barco-Rivaza-Pobarco, in alcuni settori dell’area Bouies e lungo il confine con la proprietà ampezzana (Geralba).
Il pino cembro (Pinus cembra) si trova in modeste percentuali nella zona di Giau, con sporadiche penetrazioni alle pendici del Becolongo, mentre manca completamente nelle aree pascolive di pari altitudine, situate tra le Rocchette e il Pelmo.
Il pino mugo (Pinus mugo) chiude superiormente quasi dovunque il bosco, marcando il limite della vegetazione arborea intorno ai 2.100 m s.l.m., specialmente in concomitanza di detriti carbonatici.
In altre zone (Zenes, Roan), segnate dagli effetti del pascolo e dalla maggior presenza di acqua (permanenza prolungata del manto nevoso, numerosità di ruscelli, rocce silicatiche, ristagni), il limite della vegetazione arborea è contrassegnato invece da estese formazioni arbustive di ontano verde (Alnus viridis).